mercoledì 21 giugno 2017

Fratelli Giuseppe Ungaretti

Ho deciso di pubblicare questa poesia

Fratelli Ungaretti

Di che reggimento siete
fratelli?
Parlora tremante
nella notte,
Foglia appena nata.
Nell'aria spasimante
involontaria rivolta dell'uomo
presente alla sua.

martedì 13 giugno 2017

Poesie


Cordova
Cordova 
Lontana e sola.


Cavallina nera, grande luca
e olive nella mia bisaccia.
Pur conoscendo le strade mai
piu' arriverò a  Cordova.


Nel piano nel vento Cavallina nera,
luna rossa.
La morte mi sta guardando, dalle torri di
Cordova.


Ah che strada lunga'
Ah la mia brava calla'.
Ah, che morte che attende.
prima di giungere a Cordova


Cordova lontana e sola. .


Ho deciso di omaggiare Garcia lorca.

Passato




Passato  / Vincenzo Cardarelli)




I ricordi, queste ombre sono troppo lunghe,
del nostro breve corpo,
questo strascico di morte
che noi lasciamo vivendo
i lugubri e durevoli, ricordi,
eccoli già apparire
melanconici e muti
fantasmi e agitati da un vento funebre.
E tu non sei più che un ricordo.
Sei trapassata nella mia memoria
Ora si, posso dire che mi appartieni
e qualche cosa fra noi è accaduto
irrevocabilmente.
Tutto fini, così rapido'.
Precipitoso e lieve.
Il tempo ci raggiunse.
Di fuggevoli istanti ordi una storia ben chiusa
e triste.
Dovevamo saperlo che l'amore brucia la vita e ci fa volare.

domenica 11 giugno 2017

In Casa Sul Mare

Ho deciso di pubblicare questa poesia di Montale
recitata  Gassman in Casa sul Mare 

https://www.youtube.com/watch?v=oWRa5n_8ukw&t=7s

Dora Markus

Ho deciso di Pubblicare Dora Markus,

 Eugenio Montale.

I

Fu dove il ponte di legno
mette a Porto Corsini sul mare alto
e rari uomini, quasi immoti, affondano
o salpano le reti. Con un segno
della mano additavi all'altra sponda
invisibile la tua patria vera.
Poi seguimmo il canale fino alla darsena
della città, lucida di fuliggine,
nella bassura dove s'affondava
una primavera inerte, senza memoria.

E qui dove un'antica vita
si screzia in una dolce
ansietà d'Oriente,
le tue parole iridavano come le scaglie
della triglia moribonda.

La tua irrequietudine mi fa pensare
agli uccelli di passo che urtano ai fari
nelle sere tempestose:
è una tempesta anche la tua dolcezza,
turbina e non appare.
E i suoi riposi sono anche più rari.
Non so come stremata tu resisti
in quel lago.
d'indifferenza ch'è il tuo cuore; forse
ti salva un amuleto che tu tieni
vicino alla matita delle labbra,
al piumino, alla lima: un topo bianco
d'avorio; e così esisti!

II

Ormai nella tua Carinzia
di mirti fioriti e di stagni,
china sul bordo sorvegli
la carpa che timida abbocca
o segui sui tigli, tra gl'irti
pinnacoli le accensioni
del vespro e nell'acque un avvampo
di tende da scali e pensioni.

La sera che si protende
sull'umida conca non porta
col palpito dei motori
che gemiti d'oche e un interno
di nivee maioliche dice
allo specchio annerito che ti vide
diversa una storia di errori
imperturbati e la incide
dove la spugna non giunge.

La tua leggenda, Dora!
Ma è scritta già in quegli sguardi
di uomini che hanno fedine
altere e deboli in grandi
ritratti d'oro e ritorna
ad ogni accordo che esprime
l'armonica guasta nell'ora
che abbuia, sempre più tardi.

È scritta là. Il sempreverde
alloro per la cucina
resiste, la voce non muta,
Ravenna è lontana, distilla
veleno una fede feroce.
Che vuole da te? Non si cede
voce, leggenda o destino.
Ma è tardi, sempre più tardi.
Ho deciso di pubblicare questa poesia,
Poesia sulle donne
E  il battito giusto nell'attito esatto, e io quello distratto da un colpo di vento, ti rubo le olive dal piatto, palpito del momento, istante nello stesso tempo. È bello vederti scorrere e sbirciare ogni fotogramma fino a mettere in moto l'intensione. Barca che prende il largo. Siediti accanto, il percorso è tutto da inventare, inversamente verosimili, troviamo un gioco di ombre in cui ripercorrere lo stupore

mercoledì 31 maggio 2017

Poesia

Ho deciso di puybblicare aquesta poesia anche se non amo
il Che.
E giunge il momento, che sa
di maturo, sul punto di cadere
in una terra tutta da fecondare,
il seme si mescola alle idee,
al vento, al resto, a essere
colto, dalla chioma ampia
di un mondo, ecco sbuccia
il suo frutto, petalo su petalo,
che era fiore, è questa la mia
idea di libertà, sempre al dente
la vita, quasi acerba e fin troppo
matura, in salita, come fosse
discesa, saggio piano e
trattengo il sapore tra palato,
emozione, e la mente, salda
a tenere a mente la strada,
per serbare il ritorno e l'andata,
mettendo un fermo su ogni
punto di incontro, su ogni
primo momento, se no
poi mi confondo.